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Nessuno Mi Puo'  Giudicare! by AdoroiMuscoli Nessuno Mi Puo'  Giudicare! by AdoroiMuscoli
Roberto proprio non riusciva a capire… come potevano le persone a lui più care criticarlo in quel modo? Così sfrontati? Ma che razza di Amici aveva????
E poi la sua ragazza… che delusione!

L’unico che oramai poteva carpirlo era il suo Coach, l’unico a non averlo mai criticato o giudicato ma che anzi sapeva dargli sempre il consiglio giusto al momento giusto…
Si, il Coach! Colui che fin da sempre lo aveva accolto a braccia aperta nella sua palestra… e il primo a supportarlo in questa sua voglia incontenibile di SCOPPIARE DI MUSCOLI…

Tutto ebbe inizio quando decise di iscriversi in Palestra giusto per migliorarsi un po’… tanto per avere un fisico tonico e sodo, rendendo la sua ragazza finalmente orgogliosa di avere un ragazzo Figo (visto che ogni volta “scherzosamente” lo punzecchiava facendogli notare come i fidanzati delle sue amiche fanno quasi tutti dello Sport!).

Ma col trascorrere del tempo (grazie soprattutto al Coach, che nel frattempo era diventato anche il suo migliore Amico e Confidente) aveva capito che la Palestra non era solo uno Sport da fine settimana, ma molto di più! Ogni volta che entrava in quel luogo infatti si sentiva bene e pieno di gioia… tutti i problemi della vita sparivano… l’unica cosa che doveva fare lì dentro era Pompare i suoi Muscoli, semplice no?… Il suo Amico Coach pensava a tutto il resto:
che esercizi fare… quando riposarsi… che bevande e proteine assumere… quando fare la sauna o la doccia… yeah… che Pacchia: l’Allenamento in Palestra era senz’altro il momento migliore della giornata, dove: lavoro, fidanzata, famiglia, tasse, guerre e crisi rimanevano distanti… qui poteva semplicemente POMPARE I MUSCOLI e non pensare più niente….

E fu proprio per questo che pian piano si accorse, che  ritornare la fuori diveniva sempre più pesante, la palestra diventava giorno dopo giorno oltre ad un luogo di Svago e Relax, anche un luogo in cui rifugiarsi dal mondo difficile e brutto che c’era la fuori.  E fu proprio il coach a capire per prima questa cosa, gli disse: “Tranquillo vieni pure quando vuoi, chiamami se trovi la palestra chiusa a qualsiasi ora del giorno e della notte festivi compresi, ed io l’aprirò per te!”, a quelle parole gli occhi di Roberto si illuminarono! “Si” pensava tra se e se “ne ho sempre più bisogno… non riesco più a sopportare lo Stress della vita quotidiana… devo sfogare i mie MUSCOLI e non pensare a niente!”.

Il poveretto non si rendeva conto di come il suo Allenatore che si mostrava così generoso e prodigo con lui, stava invece fottendogli il cervello con tutte quelle sostanze di cui lo imbottiva….che non solo gli ingrossavano i muscoli ma svuotavano il suo cervello di volontà e autonomia, rendendolo sempre più fragile e bisognoso di quella Protezione che solo i Muscoli nel suo corpo potevano dargli… che solo le mura della Palestra potevano garantirgli… e che solo la guida di un Capo poteva offrirgli.

Quando gli amici e la sua fidanzata si accorsero che la Palestra stava oramai diventando un Ossessione per lui, era già troppo tardi… cercarono in tutti i modi di farlo ragionare ma lui non ne voleva proprio sapere… un “imboscata!” pensò: la sera in cui la sua fidanzata organizzò un incontro solo lui, lei e i loro Amici più stretti… “dai Roberto ora basta… non vedi come ti sei ridotto?… sei sempre buttato in palestra!  Ti vediamo raramente… ed ogni volta sei sempre più Pompato di Muscoli da far paura! Daniela ci ha raccontato che è stato il Coach a rovinarti… ti sta solo sfruttando!” e via giù tutta la serata a criticarlo e giudicarlo…. Roberto cercava di ascoltare ma era troppo impegnato a pensare all’allenamento del giorno dopo…

Ma tutto sommato, fu quella sera che Roberto capì che il Coach aveva ragione su tutto: fin da subito lo aveva avvertito che era circondato da Falsi Amici, che non lo volevano bene e che erano invidiosi dei suoi Muscoli…. e quella puttana della sua ragazza non voleva fare altro che ridicolizzarlo davanti a tutti… prima lo ha convinto ad iscriversi in palestra e ora per dispetto vuole convincerlo a non andarci più! E il tutto per dimostrare che è lei a comandare nel loro rapporto!

Roberto non ne poteva più di tutta quella falsità ed ipocrisia: “come vi permettete di giudicarmi” tuonò in uno scatto di ira “voi Mezzeseghe non capite un cazzo!!! Siete solo invidiosi dei miei MUSCOLI !!! Guardate qua che roba! Siete solo delle merde! Ahahha con fisichetti del cazzo! Così magri ed efebici ahahha quando vi vedo mi viene da vomitare! Voi i MUSCOLI GROSSI come i miei ve li sognate… ! Io me ne fotto dei vostri giudizi per che io sono MUSCOLOSO e voi non valete un cazzo!” e nel fare questo si strappò la maglietta di dosso, esibendo tutti i suoi muscoli pompati e gonfiati all’inverosimile, e gli occhi fuori dalle orbite… mentre la sua ragazza piangeva mugolando… “Roberto non fare così… non sei più tu in questo momento è il tuo Coach che ti ha fatto diventare così, ti sta imbottendo di robe che nemmeno tu sai!”, mentre invece i suoi amici divennero atterriti da una reazione così violenta… “E tu Daniela… smettila di frignare invece di essere orgogliosa di avere un Ragazzo Figo come me, mi dici di smettere… sai cosai ti dico? Che di te non ho proprio bisogno! Una puttanella o un frocetto disposti a succhiarmi il cazzo ne trovo quanti me ne pare… non devo di certo implorare nessuno! Addio!”

E così facendo, incurante del fatto che fosse ancora a torso nudo e con tutti muscoli pompati e svenati al vento, se ne andò sbattendo la porta dietro di sè… “ahhhhhhhh finalmente libero” pensò… camminando lungo la strada sentiva l’aria fresca della sera accarezzargli i GROSSI PETTORALI… ora sapeva di essere se stesso… ma la serata era stata troppo stressante per andare a dormire ed invece esigeva un momento di relax…. salito in macchina la prima cosa che fece fu di chiamare il Coach informandolo del tutto… “hai fatto benissimo! Era ora che ti sbarazzassi di quel marciume, NESSUNO TI PUO GIUDICARE, ora si che puoi cominciare la tua Vera Vita!… dai passa in palestra… tranquillo nessun allenamento….  ci facciamo giusto un Breezer e una sauna… meriti il riposo del Guerriero!”… “Si, Capo!” rispose istintivamente…

Arrivato in Palestra trovo il Coach ad attenderlo… il suo volto si rallegrò, finalmente poteva affidarsi totalmente alle cure della sua Vera Guida, l’unico che sa capirlo e gratificarlo, l’unico che non lo giudica e che lo accetta per quello che è: “dai vai a fare una doccia, io sono qui ad attenderti…”. Roberto finalmente si sentiva al sicuro, finalmente poteva non pensare a niente ma solo essere guidato… uscì dalla doccia più rilassato con addosso solo un asciugamano. Il suo Maestro sempre lì gli spiegava: “Vedi Roberto, oggi finalmente hai riscattato te stesso, sono fiero di te… e finalmente puoi fare parte della mia Scuderia… vedi questo bracciale? Una volta mi chiedesti come mai alcuni lo indossavano in palestra… io non ti risposi, ti dissi solo… un giorno capirai… bene ora puoi capire…” Roberto era quasi in estasi.. il suo sogno era diventato Realtà: Vivere solo di Muscoli… Guidato da un Vero Amico!… Non poteva sperare di meglio.

E così il coach mentre gli cingeva al polso il braccialetto, sigillo indistinguibile della Fedeltà dei suoi Palloni Gonfiati a lui, proseguì : “Bene… ora sei Mio…. adesso  bevi il tuo Breezer e guardati per un po’ allo Specchio… pensa a quello che stai diventando… e lasciati alle spalle tutte le vicende di oggi… da ora innanzi non ci dovrai più avere a che fare… ci sono io con te…. io e i tuoi MUSCOLI, le uniche cose che non ti tradiranno mai… guardali per l’ultima volta perché presto non saranno più così… ma nei prossimi mesi raddoppieranno … triplicheranno… diventerai irriconoscibile… gonfissimo e felicissimo perché anche tu sai che è questo quello vuoi….ora ti lascio solo, fai come ti ho detto e quando hai finito di bere, togliti l’asciugamano e raggiungimi in Sauna…”

Roberto ascoltando quelle parole si sentiva svuotare sempre di più… quel Breezer era l’ultimo colpo di grazia infertogli dal Coach… si ritrovava da solo davanti allo Specchio che quasi non si ricordava più come ci era finito, in qualche sprazzo di ricordi gli venne in mente la lite di quella sera… “che Stronzi e Falsi” pensava nel suo ultimo barlume di lucidità “io devo fare quello che voglio, e io voglio sempre più Muscoli: NESSUNO MI PUO’ GIUDICARE…”

Alla fine del suo Drink gli effetti delle sostanze furono immediati, come un Automa con lo sguardo perso nel vuoto si diresse verso la Sauna… la notte era ancora lunga… ma questa è tutta un’altra storia! :D


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muscolimuscoli Featured By Owner Jan 12, 2014

Ogni vittima ha il suo carnefice ed i coaches, come noto, amano far carneficine di corpi e di cervelli, anche perché in giro, per loro e nostra fortuna, di polli da spennare che razzolano indisturbati ce ne sono, eccome! Tra i migliori pennuti destinati ad esser vittime delle ricettine pompa muscoli e sgonfia cervelli degli iperattivi mister, si possono annoverare non solo muscolosi e iperpompati, inclusione del tutto fisiologica, ma anche personaggi che non si caratterizzano certo per esser dotati di masse muscolari da offrire sul mercato: essi non hanno muscoli, o se li hanno, sono poco, o pochissimo sviluppati, impercettibili all'occhio dell’adoratore. Tali soggetti si distinguono piuttosto per la spocchiosa aria da eterni intellettuali. Segaligni, cicciottelli, smilzi, alti o bassi che siano, le loro caratteristiche fisiche sono ben lontane dalle leccornie muscolari che tanto stimolano le fantasie erotiche dell'adoratore dei muscoli, tanto è che si potrebbe perfino dubitare della loro sorprendente capacità di attirare l'attenzione dei nostri stimatissimi coaches. Costoro, generalmente, amano farsi vanto della condizione di “mezze seghe”, perché se esser grossi non sarebbe affatto bello, essere mezze seghe sarebbe, a loro giudizio, bellissimo, sano, fantastico! Si sentono ruspanti, naturali! Le mezze seghe, in genere, giurano e spergiurano che in palestra non ci metteranno mai piede. E' roba da checche, da perdi tempo e loro tempo da perdere non ne hanno, affaccendati come sono a legger libri e quotidiani, a lavorar sodo, a studiare, a dispensar affetto a famiglia e fidanzata, altro che gonfiare i muscoli! Quando incrociano un palestrato, fresco fresco di pompaggio, sudato da palestra, inorgoglito ad ostentar muscoli per il pubblico godimento, non si lasciano sfuggire l'occasione per vomitar addosso al muscoloso i loro giudicati inappellabili: "Guarda quello quanto è grosso… è solo un pallone gonfiato! E' più fatto di un tossico!". "Scommetto che ha un cazzetto come un cerino, altro che fottere la sua donna, quello nemmeno una sega riesce a farsi!". E via così con altri versetti tratti dal loro vangelo.

Eppure, tali pollastrelli son piatti succulenti, prelibati, capaci di stimolar prepotentemente i perversi appetiti muscolari dei più esperti coach manipolatori di corpi e di cervelli. I coach amano le sfide, amano lavorare duro su fibre muscolari e materia grigia, e quale miglior soddisfazione se non quella di far lievitare muscoli laddove sono del tutto, o quasi, assenti? Che godimento per questi maestri dell'inganno manipolar le menti, mutarne i pensieri, coartare volontà e coscienze, trasformare i detrattori di muscoli e muscolosi in tori iperpompati adoranti e da adorare.   

Infausto destino tocca a siffatti pennuti quando sulla loro retta via, sempre quella giusta, impeccabile, eticamente corretta, granitica nel pensiero e nell'azione, incontreranno il cacciatore che li impallinerà e li destinerà ad arricchire i banchetti luculliani a base di bicipiti e pettorali che i coaches amano imbandire per se stessi e per i loro accoliti.

Ed i coaches se la ridono sotto i muscoli. Nessuno scommetterebbe un euro che tipi così possano finire nel pollaio ad infilar il becco nel mangime pompa muscoli, ad ingozzarsi a più non posso, perché anche il più sminchiato degli sminchiati quando sarà bello grosso, pompato e anabolizzato, dal trappolone non ci uscirà più. Anzi, grosso non sarà abbastanza, egli vorrà essere enorme e quando sarà enorme vorrà gonfiarsi ancora, fino a diventar una mongolfiera muscolosa ed ipertrofica, altro che pallone gonfiato!

Roberto era proprio un galletto ruspante tutto cervello e niente muscoli. Nulla avrebbe fatto presagire che la sorte lo avrebbe fatto finire nelle batterie d'allevamento per palestrati di un coach,  fino a trasformarlo in un animale muscoloso, anzi muscolosissimo, una creatura  magnifica, ma con il cervello ridotto a frattaglia da brodo per cenoni ed il ben dell'intelletto sacrificato sull'altare di steroidi e anabolizzanti. Il sorrisetto un tempo altezzoso da intellettuale occhialuto, si trasformò ben presto in quello da inequivocabile fottuto che gli si stampò in faccia fin dal primo giorno in cui lo specchio sentenziò: sei grosso, sei fantastico, sei un vero Dio muscoloso. Quel sorriso da ebete pompato, s’impadronì del suo musetto e non lo abbandonò più, e ciò giustificava i sarcastici commenti di chi lo incrociava per strada e sconsolato, o goduto, a seconda dei punti di vista, ne traeva la logica conclusione: “Roby si è proprio rincoglionito da quando va in palestra”.

Come sia potuto accadere che Roberto avesse deciso di entrare in una palestra da intellettuale mezza sega per uscirne poi come un bisonte ipertrofico acefalo, è quello che tenteremo di spiegare. Roberto aveva giurato davanti a Dio e agli uomini che in quel marciume, in quella feccia, non  avrebbe mai messo ne naso, ne piede.

Orbene, mai alleanza innaturale, quanto involontaria, inconsapevole, fu stretta tra un coach, da una parte, fidanzata e amici di Roberto dall’altra, come in questa storia, e che si rivelò causa determinante per le scelte del nostro malcapitato.    

La morosa, il galletto smilzo, ma ruspante, proprio non lo digeriva più! "Certo che il ragazzo di Paola va in palestra, guarda che muscoli! Che pettorali! Ehi, mmmhhh, oggi c'è pure Monica con Silvio… che bicipiti! Chissà Monica tra quelle braccia così muscolose come deve sentirsi protetta. Non trovi Roby che i muscoli trasmettano sicurezza, sensualità. E quel tatuaggio, wowww, come esalta la sua muscolatura".

"Daniela! Se mi hai sempre detto che i muscolosi sono dei palloni gonfiati! Anch'io mi alleno,  gioco a tennis tutte le domeniche, cazzo! Ho da studiare, da lavorare, e poi i miei! Quelli che fanno quella roba lì, come si chiama? Bodybuilding, culturismo o quel che cazzo sia, non li vogliono nemmeno alle Olimpiadi! E poi non fanno un cazzo tutto il giorno, si pompano come dei dannati e si fanno fottere il cervello dagli esaltati che li allenano!"

"Amore, hai ragione, ma per palloni gonfiati intendevo quelli grossi, molto grossi. Giorgio e Silvio non sono così enormi. Loro sono muscolosi, hanno corpi scolpiti, tonici, un fisico statuario, più che pompato. Sai, mi piacerebbe che tu fossi muscoloso almeno quanto loro, non dico di diventare enorme. Mi sentirei più adeguata con le miei amiche se avessi al mio fianco un ragazzo come il loro, avrebbero da invidiarmi. Invece sono io che invidio loro. Tu sei così diverso dai loro ragazzi. E anch’io mi sento diversa. Cerca di capirmi, Roby. Non puoi pensare di essere uno sportivo solo perché fai un partita a tennis la domenica. E poi sempre a leggere libri, il lavoro, sempre attaccato ai tuoi!".

Tali edificanti conversazioni erano ormai quotidiane. Non passava giorno che Daniela non ricordasse a Roberto che lui muscoli non aveva e quanto eran fighi i ragazzi delle sue amiche.

E gli amici di Roberto? Quelli più intimi, pure loro, a rincarar la dose.

“Roby, cazzo, devi fare qualcosa!  Daniela non fa altro che apprezzare i muscoli dei ragazzi delle sue amiche! E come li guarda. Non vorrei preoccuparti, ma spesso guarda anche me. Io un po' di palestra la faccio e non c’è nulla di male. Da quando mi sono irrobustito la mia donna mi cerca di più, sai cosa intendo, vero? A letto mi tocca continuamente, ne ha sempre voglia. Prima non era così, lo fa da quando sono muscoloso. E vedessi le altre ragazze, e i ragazzi poi, si anche loro mi guardano adoranti con la voglia di toccarmi e ti confesso che quando succede mi eccito da morire. Mi raccomando, Roby, questo però non lo dire a Simona. Il coach lo sa che ti conosco, e sa anche che siamo amici, quante volte mi ha detto: “Cosa aspetta quel tuo amico a venire in palestra, che gli fottono la donna? Il mio coach ha ragione, lui sa sempre cosa è giusto e cosa è sbagliato e mi fido tantissimo di lui. Credimi Roby, se lui dice così è perché è così. Devi agire se non vuoi perdere Daniela”.

E’ proprio vero che il diavolo bocche e lingue disposte ad esporre i suoi diabolici pensieri, le trova sempre, il problema è che ci sono anche orecchie ad ascoltarle.   

Povero Roberto aveva tentato di resistere, ma i pompaggi mentali, anticamera di quelli muscolari, a cui fidanzata e amici lo sottoponevano, senza rendersi conto che stavano lavorando gratis per il suo futuro coach, lo avrebbero spinto al grande passo.

Fu così che Roberto, piuttosto che faticare a zittire i suoi incauti consiglieri, amici e fidanzata in prima fila, ormai votata alla causa dei muscoli, perché voleva a tutti i costi il fidanzato palestrato, cedette: “E va bene, andrò in palestra! Si, ma non mi ridurrò come quei palloni gonfiati, sia chiaro!”

La gioiosa e muscolosa macchina da guerra del coach poteva dunque mettersi in moto.  Roberto non razzolava più tra i suoi libri, i suoi quotidiani, la partitina a tennis, la famiglia, adesso che era entrato in batteria, insieme agli altri polli, lì non c'erano più attrezzi per il suo stimolatissimo e pompatissimo cervello, ma strumenti di ben altre fattezze, destinati a pompare altra materia che non quella grigia.   

Ed il coach, che pensava a tutto, adorava accogliere le nuove vittime con il party di  benvenuto nella sua magnifica palestra, perché il carnefice cura la sue vittime prima dell'esecuzione, desidera che si sentano a loro agio tra i suoi artigli, che scambino il nemico per il suo amicone. E quindi per l'occasione mandava in avanguardia i suoi stalloni migliori, i più grossi, i più pompati, abbronzati ed eternamente sorridenti, veri tori da adorazione con cannottierine iperattillate per esaltare l'ipertrofia dei loro muscoli, pantaloncini di jeans cortissimi e plastificati su glutei marmorei e torniti che mettevano ben in evidenza le loro dotazioni riproduttive, ma anche gli enormi quadricipiti spaccati e venati da sbavo. Il mister non si occupava solo di preparare la muscolosa coreografia, ma anche di inquinare con le sue magiche pilloline le spumeggianti e bionde bollicine versate nei calici dell'immancabile brindisi. E così Roberto, ignaro di tutto, ingoiava il suo primo speciale e potente zuccherino quello che, improvvisamente, gli avrebbe fatto cambiar le sue opinioni, su muscoli e muscolosi.     

Sorseggiava la sua condanna il povero Roberto, tanto dolce quanto amara, facendosi largo tra pettorali, bicipiti e masse muscolari offerte dalla piccola scuderia dei "puro muscolo" al completo che il coach amava esibire nelle migliori occasioni: la cattura di un pollo ruspante. Roberto senza rendersene conto, stimolato dalle speciali bollicine del mister, iniziò a interagire con quelli che per lui fino a pochi minuti prima erano solo palloni gonfiati fottuti e anabolizzati. Li guardava, e non più lo sberleffo gli sovveniva alla mente, ma la curiosità, il desiderio di esprimersi con ben altri giudizi. “Che muscoli ragazzi… Ehi, wowww, avete dei pettorali veramente enormi. Devo ammettere che sono fantastici…  E che bicipiti… Che stupido sono stato! Ora che vi vedo da vicino, mi rendo conto….. si, ecco…. siete divini…. ".

"Guarda Roby, che puoi anche toccare se vuoi…..". Quel diavolo di un coach non solo pompava i suoi stalloni, ma li istruiva anche a dovere.

E Roby toccava, eccome se toccava. E quanto gli piaceva. Non ce la faceva a smettere.

Loro, gli stalloni, scalpitavano, gonfiavano i bicipiti, facevano sobbalzare i loro pompatissimi pettorali, appalesavano le loro tartarughe d’acciaio, esponendo vene esplosive grosse come cavi d'acciaio. Inarcavano i glutei, contraevano i quadricipiti, posavano e flettevano ogni muscolo in onore del nuovo arrivato. Roberto non capiva più un cazzo, ma il suo cazzo capiva e ci prendeva gusto visto che era bello duro, anzi durissimo. Roby si muoveva tra montagne di muscoli turgidi, granitici, gonfi e levigati, un panorama a lui sconosciuto, un'orgia muscolare che come le onde di una mareggiata s'infrangevano sul suo corpo e la sua mente, senza dar tregua ai sensi stuprati e catturati dall'erotica prepotenza di quelle masse muscolari.     

Roberto, senza riuscirvi, voleva dare a stesso una spiegazione del perché la sua mente, che tentava un'ultima eroica resistenza contro le armi chimiche del coach, continuava a giudicare quegli energumeni come feccia, palloni gonfiati, mentre la sua bocca pronunciava parole di adorazione, il suo cazzo pulsava turgido, eccitato, durissimo e perché le sue mani, impossibili da governare in preda ad un compulsivo desiderio di raccogliere nella presa più muscoli possibili, desideravano toccare e palpare quei corpi dalla ipertrofica muscolatura. Roberto era circondato da enormi bodybuilders che sembravano schiacciarlo nella morsa erculea dei loro pompatissimi muscoli. A fatica riusciva a contenere il desiderio di masturbarsi per placare i tormenti che la fortissima erezione gli provocava. Era assediato dai muscoli, dalla loro potenza, dalla loro forza, dalla loro bellezza, un'orda muscolare che dopo aver fatto strage dei suoi sensi, s'impadronì infine anche dei suoi pensieri, della sua mente impotente, debilitata dai micidiali brindisi del mister. Roberto era confuso, stordito, tutto, intorno a lui, era muscoloso: persone, cose, suoni, odori, parole. Un nuovo desiderio, erotico, dilagava nella sua mente, gli pulsava nel cervello come il ritmo incessante di un battito cardiaco: desiderava i muscoli, i muscolosi e voleva essere muscoloso.

Il coach non riusciva più a celare il suo compiacimento per come si era concluso il primo attacco, ma non voleva certo consumare il piatto prelibato in un sol colpo. Mai cuocere a fuoco violento, si brucia tutto. Meglio una lenta cottura, il piatto finale sarà più saporito. Roberto sembrava un mollusco aggrappato alle rocce muscolose dei bodybuilders, ed il coach pensò bene che era l'ora di allontanarlo prima che la situazione si surriscaldasse troppo. Era ancora presto. Al coach piaceva sempre esagerare con la prima pastiglietta, per divertirsi un po'. “Vedi Roby, non sono poi così male i miei ragazzi. Sono simpatici, di compagnia, sorridono sempre. Si lasciano toccare senza nessun problema. Lo sai perché sono così, perché sono i muscoli che danno loro energia, ottimismo che li spinge a socializzare, a non rifiutare mai il contatto umano, anche fisico, perché non c’è niente di male. Sono ragazzi che non temono nulla e nessuno. Grazie alla palestra hanno acquistato sicurezza e scacciato ogni inibizione. La palestra forgia i muscoli, ma anche i caratteri! Questi che vedi sono attrezzi ed è con questi strumenti, che curiamo con rispetto, che vogliamo sempre lucidi ed efficienti, che si costruiscono i veri uomini. Imparerai ad apprezzare la bellezza dei muscoli, a curare il tuo corpo, perché avere attenzione per se stessi, significa anche averla per gli altri. Ti renderai conto che non è vero che i muscolosi sono senza cervello. Hai parlato con loro, no? Ti sembrano degli idioti? E poi non è vero che basta essere belli dentro. Perché accontentarsi e non esser belli anche fuori? Vedrai le ragazzine come ti guarderanno. Certo, Daniela è Daniela. Beh!, detto tra noi, anche i maschietti non saranno insensibili al tuo nuovo corpo. Accadrà spesso, ma non devi pensare che sia roba da froci, sono solo puttanate. I muscolosi amano toccarsi solo perché amano capire i muscoli, come sono fatti, sono interessati al confronto, ma è un confronto in assoluto spirito sportivo e fraterno. Semplicemente studiano il risultato del loro duro, anzi durissimo, lavoro. Si toccano e si accarezzano solo per imparare gli uni dagli altri. Tutto questo stimola la solidarietà, la reciproca comprensione, rafforza l'amicizia, tutti sentimenti nobili, importanti nella vita. Forse gli altri sportivi non discutono, non riflettono tra loro, non lavorano duro? E a te Roby piace lavorare e studiare duro, così mi dicono. Nella mia palestra si studia e lavora, ne più, ne meno. Ed io sono qui, ti sarò vicino, costruiremo insieme il nuovo corpo del nuovo Roberto. Nascerai una seconda volta! Pensaci. Farai contenta Daniela. Lei ti ama e quindi se ti desidera muscoloso è perché vuole e sa cos'è il meglio per te. E tu non puoi deludere chi ti ama". Se le pilloline facevano un buon lavoro, anche il mister sapeva come vendere i suoi prodotti e i vizi occulti di cui abbondavano. Il mister adorava spiegare tutto nei minimi dettagli, era un abilissimo mistificatore della realtà. E Roberto ascoltava stordito, mentre già si perdeva nel tunnel dove era entrato e dove in fondo c'era tutt'altro che la luce. Pilloline e pastigliette del coach da quel giorno non lo avrebbero più abbandonato.

E fu così, senza che nulla fosse programmato, che fidanzata e amici con i loro discorsetti avevano consegnato nelle mani del boia il povero Roberto, proprio loro che sarebbero deputati a dispensargli affetto! Questa è la morale, prima di aprir bocca bisognerebbe riflettere, perché anche a dir sciocchezze si può far danno come con la clava.

Il coach naturalmente si dava da fare. Lentamente, ma inesorabilmente, non infilò solo Roberto nel frullatore, ma ogni cosa che potesse interferire sull'esecuzione del suo piano: tutto! Studio, lavoro, interessi, amici, fidanzata, famiglia. Era ammesso un unico pensiero: i muscoli, e con l’unico pensiero, l'unico agire possibile: pompare.

E Roberto era diventato enorme, allevato ad attrezzi e steroidi.

Il coach non gli faceva mai mancare i suoi equivoci intrugli, dai mille improbabili sapori:  fragoline di bosco, cioccolata, vaniglia, tutti aromi rigorosamente artificiali come gli ingredienti, e lui ingurgitava a golate. “Mmmmhhhh coach, ho sempre pensato che fossero porcherie, disgustosi, ma sono così buoni i tuoi beveroni. Mmmmhhh, ne voglio ancora coach… ti prego! Mi sento così potente quando li bevo. E poi so che fanno bene ai miei muscoli. Oh, coach! E così bello essere muscolosi e io sono sempre più grosso grazie a te! Sono muscoloso vero, coach?”. Roberto agognava sempre l'approvazione del coach.

"Ma certo che sei muscoloso, Roby! E vedrai lo sarai ancora di più! Daniela impazzirà dalla gioia quando gli dirai che entro la fine dell'anno i tuoi pettorali raddoppieranno, i tuoi bicipiti saranno sempre più grossi. E gli addominali saranno sempre più solcati, duri come il granito".

"Oh, coach. E pensare che ero solo una mezza sega e non me ne rendevo conto. E ora guarda cosa sono diventato. Sono magnifico, mi sento indistruttibile, imbattibile".

Come erano cambiate le conversazioni di Roberto, come erano mutati i suoi pensieri!

Fidanzata ed amici se lo vedevano gonfiare tutti i giorni come i palloncini al Luna Park.

Il galletto di un tempo, era diventato gonfio, pettoruto, il più grosso. Anzi il pollo, ora si era trasformato in toro. I muscoli chiamano altri muscoli e per il coach era un giochetto da ragazzi fargli credere che più grosso fosse stato e più quel senso d'inferiorità che fidanzata e amici incautamente gli avevano insufflato nel cervello con i loro discorsi, sarebbe stato solo un triste ricordo. Ovviamente il coach ometteva di dire che il suo cervello, a quel punto, si sarebbe letteralmente in cenere fumante, bruciato da steroidi e dopanti, da cospargere nell'oceano dello sciocchezzaio con il quale il mister imbottiva i suoi stalloni per mantenerli sempre in tensione pompante.  

E la fidanzata? Ora lo rivuole, lo rivuole nel suo letto. E se avesse potuto gli avrebbe stracciato i muscoli di dosso, come si fa con le vesti. Si, perché il nuovo Roberto non solo era sempre ingabbiato in palestra, ma frequentava ormai le lenzuola di seta e i soffici materassi del suo mister già affollati ogni notte dai suoi muscle boys costretti a lunghe sessioni di muscle worship per soddisfare il godimento personale del capo. A voglia dunque a disperarsi. Roberto sarà stato sminchiatello, ma poteva vantare un’ottima spada per la sua umida fodera e Daniela godeva come una troietta a farsi infilzare, considerata la frequenza pressoché giornaliera dei combattimenti. Certo le sue amiche avevano dei manzetti niente male, muscolosi, peccato però che tra i prorompenti quadricipiti non c’erano spade, ma sottili fioretti debilitati da steroidi e dopanti che potevano sferrare, nella più ottimistica delle ipotesi, qualche stoccata, ma nulla se paragonate agli affondi della spada d'acciaio di Roberto! Daniela quindi aveva già da esser soddisfatta, ma per la sciagurata non era abbastanza, lei voleva i muscoli!

La poveretta, in camera da letto, era costretta a sorbettarsi le panzane del suo fidanzato, finalmente muscoloso, anzi iperpompato. Roby non la sbatteva più con maschia e virile violenza come a lei piaceva, non gli urlava più "facciamo l'amore!", ma "facciamo all'adorazione!". La tragedia si vestiva da farsa! "Guarda che muscoli, ti prego adorami… Senti che bicipiti, dai toccali vedrai come godi Dani. Dimmi che sono muscoloso, dimmi che mi vuoi ancora più grosso. Non ho dei glutei mozza fiato? Mi guardano tutti il culo, anche le tue amiche, era questo che volevi, essere invidiata, vero Dani? Ora sono sicuro che ti invidiano tutte. Anche i miei amici mi guardano sgranando gli occhi. E' fantastico! Dimostrami che mi ami, masturbati, fammi capire quanto i miei muscoli ti eccitino. Ti eccitano vero, Dani? Sei felice ora?". Semplicemente ridicolo.   

Poveretto! Fuso come uno sottiletta nel micro onde!

Finita la commedia, all'esausta Daniela, che per un po’ stava al gioco, e provava pure a smanettarsi passerotta e clitoride perché in fondo lo amava, non le restava che trovare soddisfazione con surrogati in lattice di ogni forma e dimensione per sostituire il latitante cazzone di Roberto, per dar refrigerio alla sua ardente fighetta sempre bagnata, sempre in calore, sempre pronta a diffondere i suoi umori, i suoi odori, per attirare il fidanzato nell’alcova. Essenze e odori che a quanto pare non funzionavano più.  Roberto finita la sua esibizione muscolare, in replica tutti i giorni, stesso luogo e stessa ora, si chiudeva nel suo salotto trasformato in palestra, a pompar duro, durissimo, come gli aveva insegnato il coach. Lei mugolava, ma gli urli animaleschi da pompaggio che Robertone emetteva, coprivano i lamenti del fai da te della fidanzata che avrebbero attirato anche il più insensibile  dei maschietti, ma Roberto no, lui godeva più a toccare i suoi freddi attrezzi e a fottersi da solo davanti allo specchio che a metter mani e cazzo tra le cosce della sua focosa Daniela. 

Ben gli sta! Che se lo tega pure adesso il suo pompatissimo fidanzato, non era quello che voleva la fidanzatina sconsolata?

E il coach? Beh, lui aveva preso tre piccioni con una sola fava: Roberto, che era ormai oggetto di sua proprietà; la fidanzata, depennata, cancellata, neutralizzata; gli amici che si erano tolti dai coglioni, tormentati dai sensi di colpa e che aveva smesso di cercare Roberto per la movida in centro, per la partitina a tennis, per andare la domenica allo stadio, tanto Roberto non era più reperibile per perder tempo. La sua nuova residenza era in palestra. Tanto a tirarlo fuori da lì, beh! Questa era una fatica che nemmeno Ercole con tutti i suoi epici muscoli avrebbe potuto superare!

E provare a indurlo a ragionare Robertone, nemmeno a parlarne: “Roby come ti sei ridotto? Roby smettila! Roby la gente pensa di te che sei un rincoglionito, per la strada nessuno ti riconosce più!”. “Quella roba ti fonderà il cervello se ne hai ancora! Tu, finisci male!”. "E Daniela ora è disperata, ma le vuoi bene?". "Guardati! Così gonfio, sei ridicolo, sembri un pallone!" E lui rispondeva serafico: “Nessuno mi può giudicare!”. E  tanto ripeteva a se stesso davanti allo specchio quando contemplava la sua meravigliosa, fantastica, ipertrofica, iperpompata massa muscolare. Il suo fisico da mezza sega, ma anche la sua mente pensante, erano ormai solo un lontano triste ricordo.   

 

 

Muscoli Muscoli

 

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AdoroiMuscoli Featured By Owner Jan 13, 2014  Hobbyist Photographer
Testo sublime come sempre! Riesci ogni volta a scrivere cose molto emozionanti ed eccitanti, cogliendo il senso più profondo delle Storie a carattere Erotico-Muscolare-Mentale, che sai esprimere benissimo con il tuo Geniale Talento di Scrittore, che non si ferma mai alla sola superficie dei Muscoli, ma che sa entrare con maestria nelle Menti di Coach ed Allenato, facendoci assaporare più che mai le delizie di una lenta ed inesorabile trasformazione!

Grazie per il tuo contributo!!!
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Keepemgrowin Featured By Owner Jan 6, 2014
He's beautiful!
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AdoroiMuscoli Featured By Owner Jan 7, 2014  Hobbyist Photographer
Yeah!
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AdoroiMuscoli Featured By Owner Jan 6, 2014  Hobbyist Photographer
E fu così che Roberto continuò ad allenarsi nei giorni seguenti, pensando sempre a solamente ad aumentare la massa muscolare, sentendosi stanco e felice al termine di ogni giornata, che finiva sempre inesorabilmente in quella sauna dove era andato la prima sera della sua nuova vite dove però non si ricordava mai cosa succedesse, fino al momento in cui si svegliava la mattina seguente nel suo lettuccio nella scuderia del Coach, pronto per una giornata di allenamento intenso e sempre massacrante ma sempre appagante. 

Il suo fisico si modificò lentamente ma inesorabilmente, grazie al regime praticamente militare che il Coach gli faceva seguire e alle decine di bibitoni e pasticche di ogni forma e colore che prendeva in continuazione. I muscoli stavano letteralmente esplodendo, al contrario il suo cazzo, che un tempo era la parte del corpo a cui teneva di più, si stava quasi atrofizzando e riducendo a un moncherino ridicolo e inutile. 

Ma lui di questo non si preoccupava affatto, anzi il Coach gli aveva detto che quello era solo un ostacolo al raggiungimento del vero godimento che si sarebbe potuto ottenere flettendo i muscoli davvero enormi ed ipertrofici e non preoccupandosi più del sesso, almeno del sesso come lo conosceva prima... che era solo uno spreco di energie e di proteine preziose per l'organismo e per la crescita dei muscoli... Le proteine che uscivano prima dalle sue sborrate e che ora invece grazie alla riduzione del suo cazzo ad un mollusco non potevano più uscire e contribuivano così a sviluppare ancora di più i muscoli enormi e gonfi, svenati e duri fino all'inverosimile... e lui era felice, felice di perdersi nelle pieghe dei suoi bicipiti, nelle nuove striature che ogni giorno comparivano più numerose sul suo petto, nelle squadrature sempre più precise e ampie dei suoi bicipiti... si tutto questo lo rendeva felice, finché un giorno il suo Coach non gli svelò quale fosse il segreto della sauna, che poi era la cosa più importante che gli aveva permesso di crescere così intensamente fino a quel punto!  

Il Coach infatti gli rivelò che in quella sauna ogni sera lui lo nutriva con genuinissime proteine prodotte direttamente dal suo corpo... che facevano crescere sempre di più e sempre meglio i suoi muscoli fino alla perfezione... E che l'effetto era talmente buono e forte che lui cadeva poi stordito da tanta energie e non ricordava più nulla il giorno dopo... Roberto non riusciva a credere a queste parole del Coach, gli scendevano le lacrime dagli occhi dalla gioia, ma le sorprese non erano finite: il Coach infatti gli rivelò che al livello a cui era ormai arrivato la somministrazione delle proteine via bocca non era più molto efficace e che serviva una somministrazione diversa, più faticosa per il Coach ma molto più efficace, direttamente nell'intestino del giovane bodybuilder, e che il Coach era disponibile a concedergli questo privilegio che non concedeva quasi a nessuno... Roberto non era più in sè dalla gioia e dall'emozione, davvero il Coach lo aveva prescelto e gli concedeva questo massimo onore... aveva capito tutto ed era immensamente felice, e subito si recarono in sauna lui e il Coach... sapeva che da quella sera in poi si sarebbe dovuto mettere a pecorina per farsi sfondare il sedere e ricevere così le preziosissime proteine del Coach direttamente nell'intestino, e non vedeva proprio l'ora di farlo!!!

G. Plain
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AdoroiMuscoli Featured By Owner Jan 7, 2014  Hobbyist Photographer
Grazie immensamente per il tuo apporto, il tuo proseguo è fantastico, non avrei potuto immaginare destino migliore per Roberto! :D
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